Dovrai rottamare la tua auto Euro 5: lo ha deciso l’Unione Europea

Scritto da Omar Cecchelani il 28 Maggio 2025 in Automobili News

Attenzione perchè da ottobre sarai costretto a rottamare la tua auto, perchè dopo tante parole, anni di rinvii e proroghe sembra proprio che ottobre 2025 sia la data irrevocabile per il blocco della circolazione di tutte le auto diesel euro 5, hai capito bene euro 5, quindi tutte le auto immatricolate prima del 2016!

Per cui si parla di auto di 9-10 anni di vita, Non stiamo parlando di catorci arrugginiti, ma di macchine che per molti di noi sono ancora perfettamente funzionanti, pagate con il sudore della fronte!

Blocco EURO5

E sapete cosa significa tutto questo? che solo in Piemonte, almeno 250mila vetture non potranno piu circolare e saranno messe al bando, lasciate a marcire nei garage o costrette alla rottamazione!

Vi rendete conto della follia? Una decisione che colpisce famiglie, lavoratori e persone comuni, ma attenzione perchè ci dicono che è “per il bene dell’ambiente”! Ma quale ambiente?

Qui si sta distruggendo la vita di chi non può permettersi di cambiare auto dall’oggi al domani! E tutto questo per rispettare le assurde imposizioni dell’Unione Europea, che ci tratta come pedine in un gioco che non abbiamo mai chiesto di giocare!

Ma vediamo nel dettaglio quel che sta succedendo e cerchiamo di capire quali soluzioni ci propongono, perchè udite udite, c’è pure una soluzione…

 

Da ottobre 2025, sei fregato: addio alla tua Euro 5

In Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna, e in altre regioni che presto si accoderanno scatteranno i blocchi alla circolazione per tutte le auto diesel Euro 5. Tradotto: se la tua macchina è stata immatricolata prima del 2016 (settembre 2015 per la precisione, senno poi qualcuno mi corregge), non potrai più usarla.

Anche se è perfettamente funzionante. Anche se l’hai pagata con sacrifici. Anche se è l’unico mezzo che ti permette di portare i figli a scuola, andare a lavorare o assistere un genitore anziano. Tutto vietato.

 

Non stiamo parlando di rottami

E attenzione perche non si tratta di ferri vecchi che sputano fumo nero ogni tre metri. Parliamo di auto con meno di 10 anni di vita, che per tantissimi italiani sono ancora affidabili, sicure e, diciamolo, l’unico investimento possibile per chi non ha soldi da buttare.

Auto acquistate a rate, tenute bene, curate, revisionate ogni due anni, quindi con le emissioni controllate, ma che da un giorno all’altro diventano fuorilegge. Solo in Piemonte saranno almeno 250mila. Un’enormità.

E la soluzione qual è? Nessuna. A parte rottamarla o tenerla a fare la muffa in garage.

 

Ma dai, è “per l’ambiente”!

La giustificazione? La conosciamo a memoria: “è per il bene dell’ambiente”. Certo, perché ormai tutto si può dire se si mette la parola “ambiente” davanti.

Peccato però che a pagare siano sempre gli stessi: famiglie normali, lavoratori, gente che campa con mille euro al mese e e non può permettersi di pensare all’ambiente come fanno tutti sti perbenisti sulle spalle degli altri. La transizione ecologica è la solita scusa per scaricare il peso sempre sugli ultimi, perchè parliamoci chiaro, a chi non farebbe piacere girare con un’auto nuova? ma se uno gira con l’auto di 10 anni, porca puttana, sarà forse perchè non può permettersene una nuova, o lo fa perchè è stupido?

E vogliamo parlare di quanto costino adesso le auto nuove? Vogliamo parlare delle auto elettriche? Che per comprarne una devi vendere un rene! Ma cerchiamo di calmarci senno a fine video non arrivo…

 

I dettagli delle restrizioni? Eccoli, così non puoi dire che non te l’hanno detto

In Lombardia il blocco sarà permanente. Dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30, nei Comuni capoluogo e nei comuni con più di 30.000 abitanti. Quindi se vivi, ad esempio, a Varese, Lecco, Vigevano o San Giuliano Milanese, la tua auto Euro 5 la usi solo per fare arredamento.

In Piemonte, invece, il divieto sarà stagionale, ma non ti illudere: copre praticamente metà anno. Dal 1° ottobre al 15 aprile e poi ancora dal 15 settembre in poi. E anche qui vale per i giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30, in tutte le città con oltre 30.000 abitanti. Da Torino a Novara, da Asti a Biella, praticamente tutte.

In Emilia Romagna sarà ancora permanente come in Lombardia, sempre nei giorni feriali e negli stessi orari. Comuni con oltre 30.000 abitanti e l’intero agglomerato di Bologna già messi in riga. Chi vuole può pure aderire “volontariamente”, tanto per non farsi mancare niente.

 

Le multe? Salate e pure con la beffa

Se provi a fregartene? 168 euro di multa. Se lo fai due volte in due anni, oltre alla multa ti tolgono la patente per 15-30 giorni.

Cioè, non solo ti tolgono il diritto di usare la tua macchina, ma se sgarri, te la fanno pure pagare con gli interessi.

 

E la “soluzione”? Move-In, ovvero il contentino

Ah sì, poi c’è Move-In. Ti danno la possibilità di installare una scatoletta sulla tua macchina che traccia quanti chilometri fai.

Se rientri in una soglia che decidono loro, puoi circolare un po’. Non liberamente, eh. Con il contagocce. Ti controllano e ti dicono se puoi o no andare al lavoro. Fantastico, no? quindi se uno per caso fa un viaggio lungo la domenica per andare a trovare la madre ad asti, poi non puoi andare a lavorare con l’auto perchè ha sforato i km mensili!!! Ma ci rendiamo conto di quante stronzate?

 

E intanto, si fa la lista della spesa “green”

Oltre al blocco auto, ci mettono dentro tutto: bus da cambiare, treni da sostituire, qualche incentivo al trasporto pubblico, magari qualche abbonamento gratuito per gli under 26.

Tutto molto bello sulla carta. Ma avete provato ad affidarvi ai mezzi pubblici in una città come Torino ad esempio, non dico milano dove più o meno tutto funziona, ma a torino… , il treno spesso non arriva, l’autobus è in ritardo, e in alcuni paesi della provincia non passa nemmeno. Però ti dicono che hai l’alternativa, quindi loro sono a posto con la coscienza.

 

Cosa pensa la gente

La gente non è scema, e si vede. Basta leggere i commenti di chi sta vivendo questa situazione sulla propria pelle per capire quanto malumore e buon senso ci siano fuori dalle stanze dei palazzi. In molti fanno notare come il vero problema dell’inquinamento nella Pianura Padana non siano certo le poche auto diesel Euro 5 rimaste in circolazione, ma piuttosto il mix di condizioni climatiche sfavorevoli, le emissioni industriali e soprattutto i riscaldamenti datati che nessuno si sogna di toccare.

E guarda caso, l’aria inizia a fare schifo proprio quando si accendono le caldaie, ma i colpevoli sono sempre i soliti: gli automobilisti.

Alcuni fanno notare anche l’incoerenza del sistema: le auto private vengono messe al bando, mentre i mezzi intestati a enti pubblici, anche se Euro 0, possono circolare indisturbati. E poi c’è chi giustamente si chiede: se la mia Euro 5 è in buone condizioni, ha il filtro antiparticolato attivo, fa meno di 2.000 km l’anno, perché mai dovrei buttarla via? È più ecologico rottamarla e produrne una nuova? E non parliamo della gente che manomette i FAP o trucca le centraline: quelli sì che dovrebbero essere fermati, e invece spesso girano indisturbati. Altri ancora sottolineano come le regole sembrino cucite apposta per colpire chi ha meno risorse: chi ha una Euro 5 non è un privilegiato, è uno che probabilmente non può permettersi di cambiare macchina.

E questa transizione così forzata appare più come un regalo alle case automobilistiche che una vera scelta per l’ambiente. Anzi, per molti, è solo un modo per fare scena, un greenwashing istituzionalizzato: cambiamo le auto, ma intanto lasciamo attive le centrali degli anni ’60. Non serve essere ingegneri per capire che c’è qualcosa che non torna.

 

Ma quindi il problema sono davvero le auto?

Ecco la vera domanda: il problema dell’inquinamento sono davvero le Euro 5? Perché se ci guardiamo attorno, ci sono migliaia di caldaie centralizzate degli anni ’60, centrali termiche obsolete che fumano più di uno scappamento bucato e nessuno dice nulla. Nessuno che le mette al bando. Nessuno che impone di cambiarle con la stessa urgenza con cui ci impongono di buttare auto da 10-15mila euro. Strano, vero?

Forse perché dietro a tutto questo non c’è solo l’aria pulita. Ma c’è il solito giochetto di favorire le case automobilistiche, spingere alla rottamazione per far vendere auto nuove, magari elettriche, magari con incentivi pubblici. Un bel business, no?

E noi, come sempre, ci ritroviamo a pagare il conto. Anzi, a pagarci anche la morale da chi guida SUV ibridi da 60mila euro e poi viene a dire che siamo noi quelli che inquinano. Ma andate a cagare.

   

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