WhatsApp sarà a pagamento e con la pubblicità!
WhatsApp è entrato prepotentemente nella nostra vita: ormai lo usiamo tutti. È gratuito, comodo, pratico, veloce… e soprattutto è senza pubblicità. Che, per quanto possa sembrare una banalità, fa la differenza. Non ci costringe a fare lo slalom tra annunci che si aprono da soli, né tra banner che sembrano i tuoi contatti e invece si rivelano marchette di qualche attività commerciale. O peggio, esche per truffe ben camuffate.

Ma le cose stanno per cambiare. Meta, la stessa che gestisce Facebook e Instagram — due piattaforme già strapiene di pubblicità — vuole applicare lo stesso modello anche su WhatsApp. E questo significa due cose: alcune funzioni potrebbero diventare a pagamento, e dentro l’app inizieranno ad apparire annunci e banner sponsorizzati.
Ma quindi… cosa cambierà davvero per noi utenti? Dovremo fare attenzione a dove clicchiamo? Dovremo pagare per fare quello che fino a ieri era gratis? Ne parliamo in questo video, che ti consiglio di guardare fino alla fine per capire bene cosa sta succedendo. WhatsApp, del resto, ha ormai mandato in pensione i vecchi SMS — che tra poco potrebbero addirittura sparire del tutto — e ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare: ci inviamo foto, messaggi vocali, ci sentiamo al telefono… tutto tramite quest’unica app.
Vedremo chi dovrà pagare, per quali funzioni, da quando… e soprattutto dove e come compariranno queste pubblicità su WhatsApp.
Nuove funzionalità a pagamento su WhatsApp
Tre nuove funzioni stanno per arrivare su WhatsApp e una in particolare non piacerà proprio a nessuno. Perché riguarda la pubblicità. Sì, anche WhatsApp si arrende all’invasione degli annunci. Quella differenza che ancora lo separava da Facebook e Instagram è destinata a sparire: arriveranno infatti le pubblicità negli Stati. Funzioneranno come le Storie su Instagram: mentre scorri gli aggiornamenti dei tuoi contatti o dei canali che segui, compariranno annunci sponsorizzati. Meta ha già detto che, per ora, queste pubblicità saranno visibili solo lì e non dentro le chat. Ma quanto durerà il “per ora”? Siamo sicuri che tra qualche aggiornamento non ci ritroveremo le pubblicità anche dentro le conversazioni?
La seconda novità è che aziende e creatori di contenuti potranno pagare per far comparire i propri Canali nell’elenco di scoperta. In pratica, potranno promuoversi a pagamento per comparire più in alto e farsi notare. È una dinamica che abbiamo già visto su Telegram, ma ora arriva anche su WhatsApp, che si apre così ancora di più al mondo della promozione a pagamento. Un altro modo, insomma, per monetizzare l’app e per trasformarla sempre di più in una piattaforma commerciale.
La terza novità è forse quella più delicata: chi gestisce un Canale potrà creare contenuti accessibili solo a pagamento, tramite abbonamenti mensili. Questo vuol dire che ci saranno creator, giornalisti, aziende, che ti chiederanno soldi per farti vedere certi contenuti. E la cosa interessante è che, almeno per il primo anno, questa funzione sarà gratuita per chi crea il canale, così da farla provare a tutti. Ma poi Meta inizierà a prendersi una percentuale: si parla del 10% su ogni abbonamento. E attenzione, perché saranno i creator a decidere quanto farti pagare. Non c’è un tetto fisso. Tutto lasciato alla loro scelta.
Meta ha provato a tranquillizzare tutti dicendo che le chat rimarranno crittografate e che non verranno usate per profilare gli utenti. Nessuno leggerà i tuoi messaggi privati, le tue chiamate rimarranno al sicuro, e nemmeno gli Stati o le iscrizioni ai Gruppi saranno usati per targetizzare la pubblicità. Le pubblicità che vedremo saranno basate solo su dati generici come la tua città, la lingua del telefono e le interazioni nella sezione “Aggiornamenti”. Questo è quello che ci viene detto. Ma la domanda è: sarà davvero così anche tra un anno?
WhatsApp diventa a pagamento per gli influencer
Queste novità sono pensate soprattutto per gli influencer e per chi usa WhatsApp come strumento di promozione. Perché ormai è chiaro che non stiamo più parlando solo di un’app per messaggiare o mandarsi qualche foto. WhatsApp è diventato un vero e proprio social, con funzioni che lo avvicinano sempre di più a piattaforme come Instagram e Telegram. E questa trasformazione è avvenuta gradualmente, senza stravolgere troppo l’aspetto che conoscevamo, ma aggiungendo un tassello alla volta. Prima gli Stati, poi i Canali, e adesso anche gli abbonamenti.
WhatsApp ci tradisce: eravamo utenti, ora siamo solo bersagli pubblicitari
E alla fine eccoci qua, invasi anche dentro WhatsApp. Perché tanto era solo questione di tempo, no? Ci avevano abituati bene, con un’app pulita, veloce, senza pubblicità, che sembrava fatta apposta per rispettare il nostro tempo e la nostra attenzione. Ma era solo una finta, una lunga preparazione. Adesso capiamo davvero perché Meta ha sempre voluto sapere tutto di noi, dai gusti musicali al tipo di scarpe che ci piacciono, da che città veniamo e perfino a che ora leggiamo i messaggi. Non era per offrirci un servizio migliore.
Era per imparare come colpirci, come infilarci addosso la pubblicità perfetta, cucita su misura. Era per trasformarci in bersagli mobili da bombardare di annunci. E ora non c’è più scampo. WhatsApp era l’ultimo baluardo, l’unico spazio digitale ancora “pulito”, e ora lo stanno sporcando anche quello. Ci avevano fatto credere che fosse diverso, e invece è solo l’ennesimo campo da gioco per far girare soldi sulle nostre spalle. Pensiamoci bene: siamo davvero noi a usare WhatsApp… o è WhatsApp che usa noi?

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