Rubare la multa dal parabrezza di un’auto in divieto di sosta
Rubare una multa dal parabrezza di un’auto parcheggiata e metterla sulla propria per ingannare vigili o ausiliari del traffico è un trucco vecchio come mio nonno. L’obiettivo? Evitare una sanzione parcheggiando in divieto di sosta o, magari, sulle strisce blu senza pagare il ticket.
Lo ammetto, l’ho fatto anch’io, ma parliamo di vent’anni fa, non certo di ieri, non avevo le monetine per il parchimetro è ho aguzzato l’ingegno. Una bravata giovanile, fatta senza pensare troppo alle conseguenze. Ma cosa sarebbe successo a me se un vigile se ne fosse accorto? E all’auto accanto, che magari si sarebbe ritrovata una seconda multa sul parabrezza?

Quali quali sono i rischi di una condotta del genere?? Mi spiego meglio, cosa succede al “furbetto” che parcheggia dove non dovrebbe e usa una multa “riciclata” per far credere alla polizia municipale di essere già stato sanzionato? È un trucchetto punibile? Si può procedere penalmente contro chi lo fa?
E poi, che ne è del poveretto a cui viene rubata la multa che rischia di trovarsi una seconda sanzione sul parabrezza, tra l’altro senza nemmeno sapere che non è la prima ma la seconda.
Deve pagarle entrambe? oppure la seconda viene annullata automaticamente senza fare ricorso, con tutto il fastidio che ne conseguirebbe…
Ne parlo nel dettaglio in questo video, che ti consiglio di guardare fino alla fine!
Multa finta sul parabrezza: truffa o solo furbizia da quattro soldi?
Facciamo chiarezza, perché questa storia della multa finta sul parabrezza continua a far discutere. C’è chi la chiama “genialata”, chi ci ride sopra e chi, invece, finisce davvero nei guai. Ma attenzione: una cosa è farsi beccare, un’altra è farsi condannare. Non è così automatico come sembra.
Il caso concreto, non quello della mia bravata giovanile, ma quello di uomo di 43 anni, pizzicato dalla polizia mentre usciva da un parcheggio con una multa bella visibile sotto il tergicristallo. Tutto regolare, se non fosse che dentro l’auto c’era una collezione intera di verbali… intestati ad altri veicoli. Tutti per divieto di sosta.
Insomma, una vera e propria “biblioteca” di contravvenzioni. A quel punto gli agenti si sono insospettiti: che senso ha portarsi dietro tutti quei fogli? E lì è saltato fuori il trucco: il tipo usava vecchie multe altrui — prese chissà dove — e le metteva sul suo parabrezza per far credere ai vigili che era già stato multato. Così sperava di passare indenne. Furbo? Mica tanto.
Perche alla fine è stato denunciato per tentata truffa ai danni dello Stato e per sottrazione di atto pubblico. Sì, perché in teoria stava cercando di ingannare un pubblico ufficiale. Ma la domanda vera è: questo comportamento è davvero una truffa secondo la legge?
E qui arriva il bello. Per il Codice Penale, la truffa c’è solo se esiste un raggiro o un artificio. Cioè: o alteri la realtà (l’artificio), o giochi con la testa della vittima (il raggiro). Ma chi prende una multa vera — magari già ricevuta o, peggio, rubata da un altro parabrezza — e la piazza sulla propria macchina, non ha mica modificato nulla. Non ha stampato un documento falso, non ha taroccato i dati. La multa è vera. Solo che non è la sua. Punto.
E qui ci si chiede: ma allora è davvero un inganno? Certo, l’intenzione di fregare il sistema c’è. Ma è un inganno talmente palese, talmente goffo, che risulta difficile pensare che un agente serio ci caschi. Un vigile che fa il suo lavoro — quello vero, non a occhio — verifica data, targa, nome, e capisce in due secondi che la multa non c’entra nulla con l’auto che ha davanti.
Anzi, va detto chiaramente che spesso i vigili lavorano da soli, ognuno col suo bel tratto di strada. Quindi dovrebbero ricordarsi chi hanno già multato. Se uno di loro passa, vede un foglio sotto il tergicristallo e decide di non controllare solo perché “sembra” che la multa sia già stata fatta… il problema non è del furbetto, ma paradossalmente del vigile e della negligenza nell’esercizio delle proprie funzioni. E questo, in un eventuale processo potrebbe cambiare tutto.
Non è un caso che molti avvocati cavalchino proprio questo argomento: se l’inganno non ha funzionato, allora non può esserci truffa. O meglio, c’è il tentativo, ma un pubblico ufficiale diligente non dovrebbe farsi prendere in giro da un foglietto, visto da dieci metri di distanza. Deve controllare. Se non lo fa, è anche responsabilità sua.
Ecco perché questi casi sono tutto fuorché scontati. Da una parte hai un gesto furbo ma grossolano. Dall’altra un dovere di verifica che pesa sul vigile. Il confine tra “tentata truffa” e “sceneggiata da bar” è sottilissimo. E in tribunale, quei dettagli fanno la differenza.
Posso essere accusato per il furto della multa?
Passiamo al secondo capitolo del manuale del piccolo imbroglione: rubare il verbale dall’auto di qualcun altro. Sembra roba da scuola media, ma succede davvero. Ora, qui le cose si complicano.
La legge parla chiaro: puoi essere punito se occludi, distruggi o sopprimi un atto pubblico. Ma rubare? Non è proprio la stessa cosa. E visto che nel diritto penale non ci si può inventare interpretazioni troppo fantasiose, anche questa accusa rischia di non reggere.
Il giudice può anche vederla in un altro modo, certo, ma di per sé la legge, così com’è scritta, non punisce quel gesto.
E se uso una vecchia multa pagata?
Ecco, questo è il caso più “sofisticato”. Prendi una multa vecchia, magari già pagata, e la rimetti sotto il tergicristallo ogni volta che parcheggi in divieto. Una specie di scudo anti-sanzione fai-da-te. Di nuovo: se il vigile guarda bene, capisce che quella multa è vecchia, magari risale a due mesi fa e riguarda un’altra zona della città. Ma se il vigile non controlla… chi ha sbagliato?
Secondo molti avvocati, in questi casi la colpa è almeno condivisa. Perché un pubblico ufficiale non può fermarsi all’apparenza. E quindi anche qui, la condanna non è affatto scontata. Ma attenzione: essere scoperti a fare ‘sta roba può comunque portare a una denuncia e a tutta una serie di grattacapi da dover risolvere, e onestamente, un casino del genere per evitare una multa da 40 euro, o per non pagare 2 euro di parcheggio e poi rischiare un procedimento penale… non è esattamente un colpo di genio.
E chi si prende due multe perché gli hanno rubato la prima?
Brutta storia. Parliamo della vittima di questi giochetti. Immaginate: lasciate l’auto in divieto, tornate e non trovate una multa sul parabrezza. Ma giorni dopo vi arriva un’altra multa, magari fatta due ore prima di quella che avete gia ricevuto e magari gia anche pagato. Proprio quel verbale che è stato usato da qualcun altro per fare il furbo. Quello fatto la prima volta dal vigile che vi aveva trovato in divieto.
Il Codice della strada, per fortuna, in questo caso è molto chiaro. Una violazione per divieto di sosta può essere sanzionata una sola volta ogni 24 ore. Quindi, in teoria, la seconda multa si prende solo se l’auto rimane lì oltre un giorno. Se invece ve ne arrivano due per lo stesso parcheggio, e nello stesso giorno, c’è margine per fare ricorso.
Avete capito bene, fare ricorso, perchè sia mai che basti andare dai vigili e farlo presente… E no, bisogna far ricorso con le procedure standard, al prefetto o al giudice di pace, con tutte le rotture di scatole burocratiche che ne conseguono, ma almeno, una delle due multe verra annullata
Se qualcuno butta via la multa dal parabrezza?
Infine, l’ultima domanda: se torno alla macchina e non c’è il foglietto, vuol dire che sono salvo? No, purtroppo. Quel foglietto non è la multa vera, è solo un preavviso che ti permette di pagare in fretta e senza spese aggiuntive. La multa ufficiale arriverà comunque a casa. E se qualcuno te l’ha strappata, o il vento l’ha fatta volare via, poco importa: i 60 giorni per pagarla iniziano dal momento in cui ti arriva a casa. Non quando l’hanno messa (o non messa) sotto il tergicristallo.
Non solo: ci sono anche vigili che usano le telecamere per registrare le targhe e poi inviano la multa senza mai essersi fermati. E funziona, legalmente parlando. L’importante, per loro, è rispettare i 90 giorni entro cui inviare il verbale. Se passa anche un solo giorno in più, potete farla annullare.
Ma per scoprirlo bisogna farsi dire quando la multa è stata spedita, e spesso serve fare una vera richiesta scritta di accesso agli atti. Insomma, non proprio comodo, ma possibile.
Una furbata pericolosa
Alla fine della fiera, usare vecchie multe per cercare di fregare il vigile può sembrare una furbata innocente, ma rischia di trasformarsi in un bel pasticcio legale.
Il confine tra “trucchetto da quattro soldi” e reato vero esiste, anche se a volte è sottile. E pure se la legge ti dà qualche scappatoia, tra cavilli e interpretazioni, la verità è che giocare con il fuoco — o con le multe — può costarti molto più caro di quanto pensi, almeno in termini di rotture di scatole
Quindi, se ti scatta la tentazione… fatti due conti. 40 euro di una multa pagata non valgono certamente tutte le rotture di scatole di un procedimento penale in un’aula di tribunale.

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