Perchè gli italiani non si fermano alle strisce pedonali?
Perché in Italia non ci si ferma mai a dare la precedenza ai pedoni, nemmeno se sono sulle strisce pedonali?
Avete presente quando siete fermi davanti alle strisce pedonali, con il piede già sulla carreggiata, guardate l’auto che arriva, lui non rallenta… e voi restate lì ad aspettare come se foste invisibili? Perché nessuno si ferma, anche se la legge dice che devono farlo?”
“Pensateci un attimo, appena mettete un piede sulle strisce, invece di sentirvi al sicuro, vi sentite ancora piu esposti. Vi guardate intorno, sperando che l’auto lì davanti si fermi, che il guidatore vi veda, che non succeda niente. È assurdo.”
“E poi succede qualcosa di cui nessuno parla mai: quando qualcuno si ferma per far passare un pedone, il pedone spesso dice «grazie». Come se fosse un gesto eroico, come se fosse un favore. Ma non è un favore: sarebbe un obbligo, dovrebbe essere la normalità. Qualcosa che in un paese civile dovrebbe essere consuetudine.”

“Oggi parliamo di questo. Parliamo di cosa prevede la legge relativamente agli attraversamenti pedonali, di come negli altri paesi tutto funzioni, dei dati reali, delle distrazioni, dei comportamenti sbagliati — da parte di chi guida ma anche di chi attraversa — e di cosa servirebbe per cambiare davvero.
Ma prima di andare avanti….
CHE COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA
“L’articolo 190 e l’articolo 191 del Codice della Strada sono quelli che contano. L’art. 191 dice che quando un pedone è sulle strisce o nelle immediate vicinanze, il conducente deve dare la precedenza, rallentare e fermarsi. Non è “se puoi”, “se hai voglia”: deve farlo.”
“Multe? Ci sono. Sanzioni? Sì. Decurtazione di punti: pure perche non è facoltativo, non è un favore, non è un atto di gentilezza: è un obbligo di legge. Se non lo fai rischi una multa fino a 665 euro e ti tolgono otto punti dalla patente. Otto. Non due. Non tre. Otto punti.
Importante: il pedone ha la precedenza non solo quando è già sull’asfalto, ma anche quando si accinge ad attraversare, se è vicino alle strisce. Il conducente deve considerare la possibilità che qualcuno voglia attraversare e prepararsi a fermarsi.”
“D’altro canto, il pedone ha obblighi anch’esso: deve usare le strisce (se vicine), attraversare perpendicolarmente, non improvvisare traversamenti pericolosi. Non deve distrarsi completamente, non deve buttarsi in mezzo alla strada senza guardare, specialmente in condizioni di scarsa visibilità.”
I DATI RECENTI E GLI ESPERIMENTI
“E adesso guardiamo i numeri recenti, che non sono opinioni, sono fatti.”
“A Milano c’è un esperimento recente – promosso da BRUM insieme a MilanoBellaDaDio – che dice che 8 automobilisti su 10 non si fermano davanti alle strisce pedonali “L’esperimento è diventato virale, hanno fatto un video, dei reel, dove si vede proprio quanto sia diffusa l’indifferenza verso i pedoni. Automobilisti che ignorano pedoni e ciclisti, anche se le strisce sono lì, di fronte”
“Altri dati delle osservazioni su forum e indagini locali: molte persone segnalano che guidatori distratti, guardando il telefonino, non accorgendosi del pedone, non rallentano. E anche che i pedoni stessi, talvolta, attraversano distratti, con auricolari, col cellulare in mano, o la testa abbassata “Poi ci sono le segnalazioni dagli abitanti: ‘automobilisti distratti, che non si fermano’, ‘pedoni che si buttano in mezzo senza guardare’, ‘attraversamenti fuori dalle strisce’… tutto questo nei forum, nei social, nei report cittadini.
PERCHÉ GLI AUTOMOBILISTI NON SI FERMANO
Ok, i dati ci sono. Ora chiediamoci: perché succede? Perché così tanti automobilisti non rispettano le regole, quando le regole sono chiare?”
“Primo: distrazione. Il telefonino è mostruoso come fattore di rischio. Chi guida spesso guarda schermo, risponde a messaggi, controlla notifiche, anche se non dovrebbe. E quando succede questo, il pedone sulle strisce può essere proprio invisibile fino all’ultimo.”
“Secondo: abitudine culturale. Se tutti intorno a te fanno lo stesso, se nessuno si ferma, pensi che sia normale. Se ti fermi tu, ti senti fuori dal coro, magari ti becchi pure frecciatine o insulti.”
“Terzo: la fretta. La gente ha sempre fretta: “ho un impegno”, “sono in ritardo”, “devo arrivare”. E allora l’automobilista pensa che un secondo in più non conti, che forse il pedone capirà, che magari rallenta ma non si ferma del tutto.”
“Quarto: visibilità scarsa — luci, buio, auto parcheggate, persone vestite in modo poco visibile. L’automobilista magari non vede il pedone che sta per attraversare. Ma questo non è una scusa per non rallentare, è un motivo per essere più attenti.”
Mancanza di educazione civica e formazione alla guida: nelle autoscuole si insegna la normativa, ma il rispetto reale viene appreso guardando cosa fanno gli altri. Se ogni giorno vedi macchine passare sulle strisce, quello diventa “normale”.
Social pressure (o mancanza di): pochi automobilisti rischiano il giudizio sociale reale per non fermarsi, come invece succede in svizzera ad esempio. Ma i pedoni — sì — a volte si sentono obbligati quasi a dire “grazie” a chi si ferma, come se fosse un favore, non un dovere. È scandaloso, ma è così: pedoni che ringraziano un automobilista che si ferma, come se fosse un’eccezione.
Conseguenze psicologiche: i pedoni imparano a non fidarsi, attraversano solo quando vedono che l’auto è lontana o che il guidatore ha ragionevole tempo per fermarsi; molti non usano manco le strisce perchè tanto prevedono che nessuno si fermerà.
I PEDONI NON SONO PERFETTI
“Non sto dicendo che i pedoni non abbiano responsabilità. Anzi, ci sono abitudini sbagliate anche da parte loro.”
“Quante volte avete visto persone che camminano sulle strisce guardando il cellulare, magari con le cuffie, distratte? Magari di sera, con illuminazione scarsa, vestiti scuri? Quanti rischi inutili ci sono perché il pedone pensa: “Tanto ci sono le strisce, l’auto deve fermarsi”. Ma non sempre succede, e questo è pericoloso.”
“E poi chi attraversa fuori dalle strisce, lasciando da parte la comodità: magari le strisce sono poco visibili, o troppo lontane, ma attraversare dove capita è più breve. È sbagliato, ma capita spesso. In più, attraversare in diagonale, o uscire improvvisamente da dietro auto o ostacoli, sono comportamenti che aumentano il rischio.”
“Ma il punto è questo: anche se il pedone ha ragione di aspettarsi che gli automobilisti rispettino la legge, non può dare l’impressione che la legge lo protegga sempre automaticamente. Serve prudenza, serve attenzione, serve consapevolezza dei rischi.”
CONFRONTI CON L’ESTERO
“Adesso guardiamo fuori. In molti Paesi europei succede qualcosa che per noi è quasi fantascienza: ti avvicini alle strisce, l’auto frena. Il guidatore ti vede, ti lascia passare. Alla fiducia si dà valore. In Germania, in Svizzera, nei Paesi Nordici, la precedenza al pedone è normalità, non discussione.”
“Quando italiani guidano all’estero, raccontano che inizialmente sono stupiti: “Ma l’auto si ferma davvero?”, “Ma come fanno a dare così tanta importanza al pedone?”. E sì, sono le regole applicate, ma anche la cultura che rispetta il pedone come utente più debole.”
“E non è che questi Paesi non abbiano traffico, non abbiano caos: ce l’hanno. Solo che la convivenza è diversa: ci sono sanzioni seri – non solo multe – ma censura sociale, educazione civica, controllo costante.”
E anzi, quando l’automobilista itagliano, si itagliano con la gl, in Svizzera o in Germania non da la precedenza ad un pedone, si becca pure il linciaggio dei passanti con insulti e improperie e se capita un agente nei dintorni, una bella multa salata non gliela toglie nessuno, alla faccia di quelli che ti ringraziano in italia quando per sbaglio ti fermi…
GLI EFFETTI DELLA DISTRIAZIONE E DEL TELEFONINO
“Torniamo un attimo a parlare di distrazione: del telefonino, delle cuffie, dell’attenzione che è dimezzata. Guidare non è un videogioco. Ma sembra che molti la pensino come se lo fosse.”
“Quando guardi il telefono, anche solo per un secondo, perdi il contatto visivo, perdi la reattività. Se qualcuno appare all’improvviso sulle strisce, magari coperto da un’auto parcheggiata, magari con visibilità scarsa, sei fregato.”
“E dall’altro lato, anche il pedone può essere distratto: guardare lo smartphone mentre attraversi è da folli. Se ti butti senza guardare bene, se non fai attenzione, se non cerchi un contatto visivo con l’automobilista, stai giocando con la tua vita.”
LA PESSIMA ABITUDINE DEL “RINGRAZIARE CHI SI FERMA”
“E poi c’è qualcosa che mi fa doppiamente rabbia: l’abitudine che hanno i pedoni, qui da noi, di ringraziare qualcuno che si ferma davanti alle strisce. “Grazie, grazie, grazie”. Come se fosse un’eccezione. Come se fosse una fortuna.”
“Perché deve essere eccezionale qualcuno che rispetta la legge? Perché sentirsi in colpa per chiedere solo ciò che è giusto? Questo lo dice tutto: siamo abituati male, siamo messi male, culturalmente e socialmente.”
LE CONSEGUENZE
“Le conseguenze non sono astratte. Ogni anno centinaia di pedoni muoiono, migliaia vengono feriti. Incidenti che potevano essere evitati.”
“Un’auto che non si ferma sulle strisce può cambiare una vita: gambe rotte, costi sanitari, famiglie distrutte, lutti.”
“E il fatto che queste cose succedano anche quando le regole esistono, quando la legge dice chiaramente cosa fare, è la prova che non basta avere buone leggi: serve che vengano rispettate, applicate, interiorizzate.”
COSA SI POTREBBE FARE PER CAMBIARE
“Allora: quali potrebbero essere soluzioni concrete per migliorare questa situazione?”
“1) Controlli veri, visibili e continuativi. Telecamere che riprendono chi non rispetta la precedenza pedonale, multe reali, punti decurtati davvero. Non solo segnaletica, non solo belle parole.”
“2) Attraversamenti pedonali più sicuri: rialzati, ben illuminati, con segnaletica chiara, con spazio libero da ostacoli, auto parcheggate male ecc.”
“3) Campagne culturali forti: nelle scuole, nelle autoscuole, nei media. Far capire che non è questione di gentilezza, è questione di dovere civile.”
“4) Tecnologie: sensori, avvisi sul veicolo, sistemi che richiamino l’attenzione del guidatore quando rilevano un attraversamento pedonale, luci flash, segnalatori luminosi.”
“5) Pedoni più responsabili: usare le strisce, evitare distrazioni, non attraversare dove non si può, fare contatto visivo con gli automobilisti, vestirsi in modo visibile di sera.”
SIAMO IN UN CIRCOLO VIZIOSO
“Ecco la verità: siamo in un circolo vizioso. Norme ci sono, ma non valgono. Leggi scritte ma ignorate. Diritti garantiti ma calpestati.”
“Finché non ci svegliamo come collettività, finché non smettiamo di considerare la precedenza al pedone come qualcosa di opzionale, finché non pretendiamo rispetto, non accadrà nulla di serio.”
“Non voglio che mi diciate ‘ma sì, è colpa degli altri, degli automobilisti’. No. Ognuno può fare la differenza. Se siete guidatori, fermatevi. Se siete pedoni, pretendete che si fermino, non fatevi piccoli come se chiedeste un favore.”
“Se credete che attraversare sulle strisce debba essere una cosa normale, non rischiosa, condividete questo video, parlatene con amici, familiari. Fate capire che non è solo questione di regole: è questione di rispetto della vita.”
Riassumendo: le strisce pedonali dovrebbero proteggere, non terrorizzare. La legge ce l’abbiamo, i dati lo confermano, le abitudini sono sbagliate da ambo le parti. Serve che cambiamo testa — automobilisti e pedoni.”

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