L’Unione Europea ha deciso. Obbligo di luci diurne per le auto

Scritto da Omar Cecchelani il 27 Novembre 2025 in Automobili News

L’Unione Europea torna alla carica sulla sicurezza stradale e questa volta vuole introdurre l’obbligo delle luci diurne per tutte le auto. E non finisce qui, perché per alcuni veicoli diventerà obbligatorio anche un tipo particolare di stop, uno stop che lampeggia quando si effettua una frenata di emergenza, così da segnalare in modo più evidente il pericolo a chi segue.

Insomma, altra tecnologia che si aggiunge alle nostre auto, tecnologia che però potrebbe costare parecchio a noi automobilisti, che come sempre dovremo adeguarci alle direttive di Bruxelles… ovviamente a nostre spese.

obbligo luci diurne

L’obiettivo dichiarato dall’Unione, questo è noto, è quello di ridurre in modo drastico il numero degli incidenti stradali, incidenti che ogni anno provocano migliaia di vittime. Con il progetto Vision Zero, l’UE punta addirittura ad azzerare morti e lesioni gravi entro il 2050.

Per arrivare a un risultato del genere non basta intervenire su una sola cosa: servono interventi sulle strade, sulle sanzioni, sui comportamenti dei guidatori e, naturalmente, sulle caratteristiche tecniche dei veicoli.

Ecco perché la Von der Leyen e tutta la Commissione stanno imponendo gradualmente nuovi requisiti obbligatori, pensati per rendere le auto sempre più sicure e ridurre i rischi legati a distrazioni, errori o atteggiamenti imprudenti.

L’obbligo delle luci diurne accese rientra proprio in questa strategia. Avere le luci accese anche di giorno — cosa ormai comune nelle auto più recenti — aumenta la visibilità dei veicoli per tutti gli altri utenti della strada, e allo stesso tempo migliora la percezione visiva del conducente stesso. Sono dettagli che possono fare una grande differenza.

In questo video vedremo quindi cosa chiede l’Unione Europea agli automobilisti: chi dovrà necessariamente avere le luci diurne sempre attive, quali veicoli dovranno montare lo stop lampeggiante per le frenate di emergenza, e quali altri dispositivi potrebbero diventare obbligatori per migliorare la visibilità su strada. E attenzione, perché l’intenzione dell’UE sembra essere quella di estendere questi obblighi anche alle auto più datate.

 

Quali auto hanno di serie le luci diurne?

Dal 2011 le auto di nuova immatricolazione devono avere per obbligo le luci diurne e questo dettaglio che per anni ci è sembrato solo un vezzo estetico, oggi si sta trasformando in un tassello di un progetto molto più grande che l’Unione Europea sta portando avanti e che potrebbe cambiare di nuovo le nostre abitudini, ma soprattutto potrebbe avere un impatto diretto sul nostro portafogli, perché ogni volta che Bruxelles decide qualcosa tocca sempre a noi adeguarci e a nostre spese.

Da quel 2011 sono arrivati nuovi cambiamenti e la sensazione è che non si fermeranno presto, perché ogni componente dell’auto, dalle luci ai sistemi di sicurezza, deve essere adattato ai nuovi standard tecnologici delle vetture moderne e quindi ogni aggiornamento porta con sé un nuovo livello di complessità. Le luci diurne non servono a illuminare la strada, ma a rendere visibile la sagoma del veicolo e oggi tutte le nuove auto ne sono dotate, diventate anche un segno distintivo per tante case automobilistiche, mentre chi guida un’auto immatricolata prima del 2011 non è obbligato a installarle anche se il consiglio, per evitare rischi e problemi, resta sempre quello di farlo. Le luci diurne infatti bastano per circolare fuori dai centri abitati, tranne nei casi in cui la visibilità cambia all’improvviso e non bastano farsi intravedere, serve vedersi davvero.

E proprio mentre ci stavamo abituando a queste norme, Bruxelles ha deciso di intervenire con un cambiamento ancora più pesante. È qui entra in gioco anche il nuovo regolamento europeo che impone nuovi obblighi alle auto immatricolate nel territorio comunitario che a partire da luglio 2024, e tra questi obblighi c’è quello che riguarda le nuove luci di stop posteriori lampeggianti, pensate per segnalare la frenata d’emergenza in modo molto più evidente.

E questa novità nasce anche dalla presenza del sistema di frenata automatica d’emergenza, il famoso AEB, che dal 2022 è obbligatorio per tutte le auto nuove e interviene quando il guidatore non fa in tempo a reagire, quindi in quei momenti in cui una segnalazione chiara può fare la differenza tra un tamponamento evitato e un incidente inevitabile.

 

Questione di visibilità

L’articolo 152 del Codice della strada è molto chiaro: fuori dai centri abitati bisogna usare le luci di posizione, gli anabbaglianti, le luci targa e quelle d’ingombro, ma c’è l’eccezione che interessa proprio le luci diurne perché quando il veicolo ne è dotato possono essere utilizzate al posto dei dispositivi tradizionali.

Il problema nasce quando queste luci non bastano più ed è proprio l’articolo 153 a definire quei momenti in cui bisogna tornare alle soluzioni classiche. Mez’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba, ma anche di giorno in galleria, con nebbia, forti piogge, neve o qualsiasi condizione in cui la visibilità crolla, bisogna accendere luci di posizione, luci targa e anabbaglianti e questo perché vedere è importante ma farsi vedere di più.

Ed è proprio qui che entra in gioco il tema delle multe perché chi non rispetta queste disposizioni rischia sanzioni che vanno da 42 a 173 euro e non è certo una somma simpatica se pensiamo che spesso basta davvero un attimo, un calo improvviso di visibilità o una galleria imboccata distrattamente. Le uniche eccezioni riguardano i veicoli storici e quelli da collezione, che per motivi tecnici e di originalità vengono esclusi dagli obblighi moderni, ma per tutti gli altri il margine è zero.

 

Requisiti di sicurezza più severi

Bruxelles però non vuole solo aumentare la visibilità, vuole garantire che ogni automobilista riceva un’avvertenza immediata quando un altro veicolo attiva la frenata, e per questo motivo le nuove auto da luglio 2024 devono avere anche il sistema ISA, cioè l’adattamento intelligente della velocità, oltre all’interfaccia per l’alcolock, quella che consente di integrare il dispositivo che blocca l’auto se il guidatore ha bevuto.

Sono nuovi livelli di sicurezza che vanno tutti nella stessa direzione, ma rappresentano anche nuove dotazioni che fanno lievitare i costi di produzione e ovviamente il prezzo finale delle auto. Chi guida un’auto immatricolata prima delle nuove norme non è obbligato ad adeguarsi, almeno per ora, ma sappiamo bene come vanno queste cose, si parte dai nuovi modelli e poi piano piano si allarga il campo finché anche i veicoli più datati non vengono coinvolti.

Il regolamento europeo inoltre definisce nuovi requisiti tecnici per le luci, aumentando la potenza e introducendo standard aggiornati che rendono indispensabile conoscere bene le caratteristiche della propria auto e la data di immatricolazione per essere certi di essere in regola.

E durante la guida bisogna sempre rispettare le norme sui momenti in cui le luci sono obbligatorie, perché non bastano i dispositivi, serve usarli correttamente. Non farlo significa esporsi a multe salate e soprattutto mettere a rischio la propria e l’altrui sicurezza. Ed è importante restare aggiornati perché già dal prossimo anno potrebbero arrivare nuove regole e non è escluso che ciò che oggi vale solo per le auto nuove venga esteso anche a quelle che circolano da anni.

 

Solo modifiche omologate

E c’è un ultimo dettaglio che in tanti ignorano. Le luci diurne, se non presenti, possono essere installate in aftermarket solo se quel modello di auto le prevedeva di serie in altri mercati e solo se si utilizza un kit omologato, perché tutte le altre modifiche sono vietate, incluso il montaggio fai-da-te dei led nei proiettori originali.

Una pratica che molti fanno credendo sia innocua, ma che invece può comportare sanzioni, problemi tecnici e persino il rischio di non superare la revisione.

 

Sicurezza ok, ma chi paga?

Ora, che l’obiettivo dell’Unione Europea sia quello di migliorare la sicurezza stradale è chiaro e nessuno mette in dubbio che ridurre incidenti, feriti e vittime sia una priorità assoluta, ma il problema è sempre lo stesso e finisce sempre sulle spalle degli automobilisti.

Le auto nuove costano una fortuna e in pochi ormai possono permettersele, ogni anno aumenta qualcosa, ogni anno c’è una nuova dotazione obbligatoria, un nuovo sensore, una nuova luce, un nuovo standard che fa lievitare tutto e chi guida un’auto più vecchia si ritrova sempre con l’ansia di non essere più in regola.

E per carità, ci sono gli incentivi, certo, ma sono incentivi che ti invitano a spendere, a comprare magari un’auto elettrica e a sperare poi di recuperare parte della spesa con un credito d’imposta, sempre che tu abbia un reddito abbastanza alto da poterne usufruire. Insomma, sicurezza sì, ma alla fine a pagare siamo sempre noi.

   

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